Le Argonautiche è un’opera tanto affascinate quanto antica, collocata in un tempo mitologico, anteriore ai poemi omerici. Scritta da Apollonio Rodio per raccontare la spedizione degli Argonauti alla conquista del vello d’oro, raccoglie numerosi miti che si intecciano tra loro a costruire un sistema articolato di valori, personaggi, e sfide che possono ben rappresentare la metafora della complessità delle imprese di ogni tempo. Il pregio di questo trofeo deriva dal mito dei fratelli Elle e Frisso, figli di Atamante, che, per sfuggire ai maltrattamenti della matrigna, fuggono sul dorso di un montone dal vello d’oro che li conduce in volo attraverso il mare; durante la traversata Elle cade e muore in quello stretto che porta il suo nome (Ellesponto). Giunto in Colchide, Frisso decise di immolare l’animale e di affidarne la pelle ad un drago.
La conquista del vello d’oro viene qui celebrata con tutta la passione d’impresa del principe Giàsone che guida i suoi argonauti, 55 eroi, verso la Colchide, sul Mar Nero.
Così accadde: l’eroe, grazie ad un filtro magico procuratogli da Medea, riuscì ad aggiogare due tori spiranti fuoco e a sconfiggere i guerrieri nati dai denti di serpente seminati sul campo di battaglia.
Si arriva, così, alla conquista del vello d’oro che rende possibile il ritorno degli eroi, a cui si aggiunge Medea, lungo un itinerario eccentrico e fantastico che attraverso il Danubio, il Po e il Rodano li riconduce al Mediterraneo.Tutto il viaggio degli Argonauti avviene a bordo della nave Argo, costruita dal carpentiere Argo di Tespi, che le diede il nome, e il suo equipaggio godeva della protezione dalla dea Era; tutta la nave, infatti, è stata progettata e costruita con l’aiuto della dea Atena.
La prua della nave, inoltre, è stata scolpita su un frammento di legno donato proprio da Atena e proveniente dalle pregiate querce sacre della foresta di Dodona, che proteggeva il più antico centro oracolare greco; è per questo che la prua di Argo, splendida polena a forma di leonessa, aveva il dono di parlare e rivelare profezie.
Dopo il riuscito viaggio, Argo viene consacrata a Poseidone (dio del mare) nell’Istmo di Corinto, quindi trasportata in cielo e trasformata in costellazione.
Resta Argo la più estesa ed imponente costellazione del cielo; Argo, la nave immortale ed indistruttibile dei Cittadini della Terra d’ogni Tempo, ricca di un prezioso carico di umanità, nata circa 20.000 anni fa per condurre il viaggio della conoscenza verso la civiltà, è oggi una costellazione che abbraccia buona parte dell’emisfero celeste sud.
La costellazione, formata inizialmente da circa 800 stelle, è attraversata dalla Via Lattea, la Grande Madre della vita del Cosmo, e la sua prua è rivolta ad est, la direzione di Argo.
Al di sopra di questa immensa nave del cosmo ci sono la stella Sirio, la più lucente del cielo e rappresentante la dea egizia Iside e la costellazione di Orione bisecata dalla linea dell’equatore celeste, rappresentante di Osiride, marito di Iside, re dei due mondi: alto e basso Egitto.
Il capitano di Argo è la stella Canopo, la seconda stella più lucente del cielo, dalla cui etimologia egizia (Kah-nub) si torna al significato di “Terra d’oro”.

