Le argonautiche

conquista del velld oro
 
Non suoni anacronistica questa pagina
scritta sul sito di una società di servizi nel 2012 …
nulla è più moderno del racconto classico
per spiegare l’impegno nel portare a termine un’impresa,
la complessità degli uomini ed il valore aggiunto di un team,
l’evoluzione continua che porta ad approdare a nuovi lidi e conoscere nuovi re,
possibile solo con una grande predisposizione al cambiamento
che sola può assicurare il divenire delle cose …
 
conquista del velld oroLe Argonautiche è un’opera tanto affascinate quanto antica, collocata in un tempo mitologico, anteriore ai poemi omerici. Scritta da Apollonio Rodio per raccontare la spedizione degli Argonauti alla conquista del vello d’oro, raccoglie numerosi miti che si intecciano tra loro a costruire un sistema articolato di valori, personaggi, e sfide che possono ben rappresentare la metafora della complessità delle imprese di ogni tempo.
Ma come mai proprio il vello d’oro? 
Il pregio di questo trofeo deriva dal mito dei fratelli Elle e Frisso, figli di Atamante, che, per sfuggire ai maltrattamenti della matrigna, fuggono sul dorso di un montone dal vello d’oro che li conduce in volo attraverso il mare; durante la traversata Elle cade e muore in quello stretto che porta il suo nome (Ellesponto). Giunto in Colchide, Frisso decise di immolare l’animale e di affidarne la pelle ad un drago.
 
giasoneLa conquista del vello d’oro viene qui celebrata con tutta la passione d’impresa del principe Giàsone che guida i suoi argonauti, 55 eroi, verso la Colchide, sul Mar Nero.
Pelia aveva usurpato il regno di Iolco al fratellastro Esone, padre di Giasone; quest’ultimo, per riprendere il comando, deve consegnare all’usurpatore il vello d’oro custodito dal re Eeta nella selvaggia terra dei Colchi. Chiunque avesse tentato di avvicinarsi al vello sacro sarebbe stato sicuramente ucciso.
Ma Giasone accettò la sfida.
E’ qui che inizia un viaggio periglioso che offre l’opportunità ad ogni eroe della spedizione di dimostrarsi tale con tutto il coraggio, la debolezza e la passione propria degli uomini.
 
La passione d’amore è stata quella di Medea, che impiega le sue arti di maga e rende possibile la vittoria di Giasone.medea
Dopo l’invocazione a Erato, musa della poesia d’amore era stata la dea Afrodite ad inviare il figlio Eros da Medea perché si innamorasse di Giasone.
Così accadde: l’eroe, grazie ad un filtro magico procuratogli da Medea, riuscì ad aggiogare due tori spiranti fuoco e a sconfiggere i guerrieri nati dai denti di serpente seminati sul campo di battaglia.

Medea, figura profonda, istintiva, inquieta e psicologicamente complessa, colta nelle sue vibrazioni psicologiche e nei mutamenti d’animo, vive un lacerante conflitto tra passioni e convenzioni sociali, tra un amore incerto e difficile e le certezze della propria famiglia d’origine. Medea è un personaggio in continua evoluzione: ancora fanciulla, scopre l’amore per Giasone, impara ad ascoltare il suo sentimento e finisce con l’accettare che divenga passione incontrollabile tanto da condurla alle conseguenze più estreme: l’uccisione del fratello Absirto gettandolo a brandelli dalla nave, per far ritardare i Colchi che la inseguivano.

 
conquista del velld oroSi arriva, così, alla conquista del vello d’oro che rende possibile il ritorno degli eroi, a cui si aggiunge Medea, lungo un itinerario eccentrico e fantastico che attraverso il Danubio, il Po e il Rodano li riconduce al Mediterraneo.

Tutto il  viaggio degli Argonauti avviene a bordo della nave Argo, costruita dal carpentiere Argo di Tespi, che le diede il nome, e il suo equipaggio godeva della protezione dalla dea Era; tutta la nave, infatti, è stata progettata e costruita con l’aiuto della dea Atena.
La prua della nave, inoltre, è stata scolpita su un frammento di legno donato proprio da Atena e proveniente dalle pregiate querce sacre della foresta di Dodona, che proteggeva il più antico centro oracolare greco; è per questo che la prua di Argo, splendida polena a forma di leonessa, aveva il dono di parlare e rivelare profezie.

costellazione argoDopo il riuscito viaggio, Argo viene consacrata a Poseidone (dio del mare) nell’Istmo di Corinto, quindi trasportata in cielo e trasformata in costellazione.
Resta Argo la più estesa ed imponente costellazione del cielo; Argo, la nave immortale ed indistruttibile dei Cittadini della Terra d’ogni Tempo, ricca di un prezioso carico di umanità, nata circa 20.000 anni fa per condurre il viaggio della conoscenza verso la civiltà, è oggi una costellazione che abbraccia buona parte dell’emisfero celeste sud.
La costellazione, formata inizialmente da circa 800 stelle, è attraversata dalla Via Lattea, la Grande Madre della vita del Cosmo, e la sua prua è rivolta ad est, la direzione di Argo.
Al di sopra di questa immensa nave del cosmo ci sono la stella Sirio, la più lucente del cielo e rappresentante la dea egizia Iside e la costellazione di Orione bisecata dalla linea dell’equatore celeste, rappresentante di Osiride, marito di Iside, re dei due mondi: alto e basso Egitto.
Il capitano di Argo è la stella Canopo, la seconda stella più lucente del cielo, dalla cui etimologia egizia (Kah-nub) si torna al significato di “Terra d’oro”.